Un video dell’amministrazione del leghista Menani per il 25 aprile. Davvero, ci vuol coraggio…

La messa all’aperto alla quale il Sindaco Menani ha partecipato in tempi di Coronavirus quando erano proibiti gli assembramenti (fotogramma dal video facebook)

di G.G. #25aprile twitter@sassuolnewsgaia #25aprile

 

Non potendo beatificare i fanciulli con la sua santa presenza, il Sindaco Menani, perfettamente calato nel ruolo del buon padre di famiglia sassolese, sgrammaticato e leggerissimamente incolto, baciato da una fortuna che mai come nel suo caso può definirsi cieca, ha pensato di rivolgersi alle scuole – ad usum parvulorum – in occasione del 25 aprile. Lo ha fatto fare con un video. Una scelta esilarante, in un suo certo disperato desiderio di piacere. Così disperato, il desiderio, da avere pensato il Sindaco buon padre di famiglia di non apparirvi, sostituito  – “a nome del Sindaco Menani” – dall’Assessore all’Istruzione.

In una città dove le testate locali pubblicano per scelta legittima e acritica comunicati stampa così come arrivano in redazione, non staremo a pubblicare il link al video dell’Assessore che parla a nome del Sindaco, certi che potrete trovarlo ovunque; video che è, in qualche modo, la perfetta testimonianza della schizofrenia politica vissuta dalla destra più orribile che l’Italia ricordi dal 25 aprile 1945 in poi.

Perché la maggioranza che regge Sassuolo – legittimamente, avendo vinto le elezioni o meglio avendo fatto il PD tutto il possibile per perderle – dimentica e vuol fare dimenticare che la sua composizione fa capo a tutti quei partiti che vogliono fare strami della festa del 25 aprile perché non la considerano la Festa della Liberazione dell’Italia dal Nazifascimo, ma da tutti i totalitarismi pretendendo, senza esserne capaci, di riscrivere la storia – perché anche per quello almeno l’Italiano bisogna conoscerlo. E leggerlo senza saltare le righe. In pubblico.

Questo ricordato, urge sottolineare che uno dei più fedeli peones della destra che odia il 25 aprile, tal Alessandro Sallusti, soltanto qualche giorno fa si rallegrava della presenza del Coronavirus in Italia che impedirà di festeggiare il 25 aprile per inneggiare invece a una vera Liberazione della quale delirava con la seguente affermazione “riconosco un merito al Covid.19: aver spazzato via in poche settimane i residuati ideologici su 25 Aprile e dintorni”.

Il Fatto Quotidiano, giornale che ci è difficile amare, aveva risposto a Sallusti con molta semplicità ed estrema efficacia:

…il 25 aprile è un sentimento, più che una festa. E i sentimenti nascono da Mnemosyne, dalla memoria, che non è una “farsa avvelenatrice” ma un eterno mezzo di conoscenza. Io credo che Lei vorrà ricordare questo drammatico periodo italiano. Io sono sicuro che, alla maniera dello storico antico Tucidide, farà di questo pezzo di storia un “possesso per sempre”, così da farlo conoscere ai suoi discendenti che, pur non avendo vissuto l’invasione virale (come noi non abbiamo vissuto la Seconda Guerra Mondiale), rimarranno ammaliati da quella retorica “stupida” e “demagogica” della libertà. In questo modo, tra tanti anni, non ci sarà nessuno a deriderci per una “semplice influenza”.

Ora, messaggi istituzionali obbligati a parte, la giunta sassolese che invia comunicati stampa dove si percepisce lo sforzo costante della premiata ditta Menani & gli Altri di trasmettere un messaggio salvifico dovuto alla vittoria leghista e dei suoi pregiati compagni d’avventura, avrebbe un altro sforzo da fare: quello di rendere credibile, in primis, i suoi messaggi alle scuole dissociandosi da tutto ciò che i suoi sodali di partito ed ideologia sparsi in tutta Italia spargono ad ogni vigilia di 25 aprile di ogni anno dal 1994 in poi, e ricordare, con molta umiltà e magari in prima persona, una cosa semplicissima.

Se io posso permettermi oggi di militare in partito sovranista che non guarda all’Italia, ma a Putin, e/o di essere alleato di quel partito per convenienza poltronista, lo devo anche a quella data, il 25 Aprile 1945, Festa di Liberazione dal Nazifascismo, che mi ha dato la libertà di poter dire ciò che voglio in pieno regime democratico, anche se devo convenire che troppi degli esponenti di quel partito sovranista nelle cui fila milita il mio Sindaco buon padre di Famiglia, salvifica e beatificatrice presenza in Città, hanno un’idea di democrazia illiberale che contrasta con la Costituzione Italiana e rispetto alla quale non sono affatto d’accordo e trovo il coraggio di dissociarmi.

Questo per evitare che video come quello che potete trovare sugli altri quotidiani sassolesi, sempre quelli che pubblicano per scelta legittima e acritica comunicati stampa così come arrivano in redazione, non sia niente più che un mero esercizio di stile grazie al quale farsi belli senza pensare nulla di ciò che si sta dicendo perché si appartiene ad un pensiero politco che i valori rappresentati dal 25 aprile li nega tutti i giorni. Certo le prese di posizione hanno conseguenze.

 

(21 aprile 2020)

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