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Formigine. “Tutta colpa del voto alle donne”, si erge un altro genio di cui si ignorava l’esistenza

Lo straordinario verbo simil-biblico dell’illuminato consigliere comunale della lista civica per Cambiare Formigine – evoluzione? involuzione? medio evo? a lettrici e lettori giudicare – anche ex candidato sindaco delle nuove destre intellettuali italiani, ha partorito il topolino e durante un dibattito sugli ottant’anni dell’Assemblea costituente, ha eseguito la sua stonata sinfonia suonandola al ritormo di “il diritto di voto alle donne è stato riconosciuto in Italia sono nel 1946 perché vi era il fondato [sic] timore che potesse rappresentare un primo attacco all’unità famigliare. La storia si è incaricata di dimostrare che il timore era più che fondato. D’altra parte, se una casa è divisa in se stessa, quella casa non può reggersi”.

Parole sante. Lo dimostrò Umberto Bossi quando tolse la fiducia a Berlusconi (e va detto che da quel momento in poi gli sdoganati della nuove destre italiane anche neo-civilizzatrici secondo loro, sono diventate molto più prudenti, a sinistra invece dal colpo basso di Bertinotti non hanno imparato nulla).

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Poi l’ex candidato ora consigliere, a conferma che il mal di pancia è una brutta bestia, si è lanciato anche in un’indimenticabile narrazione del post-’46 che ha portato “leggi come quelle sul divorzio, l’aborto, la riforma del diritto di famiglia che hanno rappresentato altrettanti attacchi alla famiglia e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Piuttosto che al passato, però, si dovrebbe guardare al futuro e alla crisi dell’individualismo di matrice liberale che ha portato al riconoscimento del diritto di voto alle donne” poi due colpi all’immigrazione “l’immigrazione dai paesi del Sud del mondo sta cambiando radicalmente i ruoli sociali e i diritti che ne derivano” e un consiglio da vero statista: “più che la scontata celebrazione del nostro recente passato sarebbe quindi forse il caso di riflettere su quali saranno gli sviluppi del prossimo futuro”. Come se il futuro non fosse già sotto gli occhi di tutti per certe azioni che arrivano direttamente da Roma e molte opinioni alla qualunque che nella loro legittimità e libertà d’opinione, lasciando poco spazio all’immaginazione, persino dopo che si è smesso di riderne.

Il presidente della Regione De Pascale la vede diversamente: “Il voto alle donne ha costruito cittadinanza”, aggiungendo che le parole del consigliere che il mal di pancia è sempre in agguato ha pronunciato, secondo De Pascale, “parole gravi e incompatibili con i valori dell’Emilia-Romagna”. Il valore del suffragio universale, cioè del voto alle donne che lo rendeva universale sul serio, sta infatti proprio nell’avere spezzato dei legami e delle idee che imponevano che qualcuno dovesse restare in silenzio.

Se chi parla per mal di pancia dandosi toni da statista rivoluzionario ricordasse le differenze che ancora esistono tra donne e uomini nella nostra società, differenze di salari e accesso al lavoro in prima posizione, forse parlerebbe così lo stesso perché mica interessa nulla di quel che viene detto, l’importante è che faccia rumore. E’ il sistema delle nuove destre inconcludenti come le vecchie: idee poche, praticamente nessuna, ma fanno un sacco di casino. Geniali. E ad essere più realisti della Regina magari ci scappa pure la poltroncina.

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Dev’essere sfuggito all’ennesimo statista partorito da questo paese sempre più esilarante che la presidente del Consiglio è una donna, e la segretaria del più grande partito d’opposizione pure. Guarda cosa si perde a vivere nel Medio Evo.

 

 

(1 febbraio 2026)

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