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Il mal di pancia del commentatore da pensiero semplicissimo

La notizia non era granché commentabile, viste anche le reazioni tutte tese a tenere un basso profilo per ovvi motivi, essendo la tensione sociale già abbastanza alta e a causa di delinquentelli da quattro centesimi che con le loro azioni pretendono di farla pagare al mondo in cui hanno avuto la fortuna di nascere, e si riferiva a un intervento del Sindaco Mesini che tenendo bassissimo il profilo dell’accaduto, il noto fatto di cronaca in piazza Garibaldi, manteneva invece alta l’attenzione sulle Forze dell’ordine pronte a intervenire e sulla presenza delle Istituzioni. Non poteva mancare il commento, tra i tanti, del commentatore dal pensiero semplicissimo devastato dai suoi mal di pancia, probabilmente impegnato via tastiera a tirare fuori la sua rabbia per farla pagare al mondo in cui ha avuto la fortuna di nascere.

Cosa diceva il commento? Pochissime parole, forse quattro, ché questi si stancano in fretta e quando una frase gli esce scritta bene meglio lasciarla com’è, ché non si sa mai cosa si combinerebbe a correggerla… Insinuava, insomma, che l’intervento di Mesini indicava come colpevole la presidente del Consiglio la quale, anche essendo (e lo è) la peggior presidente del Consiglio possibile dopo gli anni di Silvio I da Arcore, non è portatrice di tutti i mali. Certamente una maggiore attenzione del suo governo alle richieste dei Comuni (di destra e di sinistra, chiedetelo ai Sindaci di Veneto e Friuli), invece di operare tagli alla sicurezza locale, renderebbero la vita più facile a cittadini e Sindaci.
Ma al portatore del pensiero semplice lo spiegone non va giù.

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Lui è di quello che tu parli per farmi sentire ignorante, quante se ne incontrano di persone così, e per chiudermi la bocca perché sei comunista, ché è il trionfo della loro spericolata inadeguatezza culturale: quando non sanno cosa rispondere ti danno del comunista (mai stato comunista in vita mia, né mai lo sarò, ma se lo fossi mica sarei da linciare) perché per questi qui la discussione è una guerra, e poi straparlano di pace e puntano il dito con commenti tesi unicamente a instillare tensione sociale. Come se ce ne fosse bisogno. Ma loro pensano di far bene.

Resta da capire cosa spinge al commento senza lettura, cosa spinge al tifo acritico per se stessi e chi la pensa come loro (e solo quelli) e di fronte alla scelta di tenere bassa la tensione in città, la risposta è violenta nella sua apparente innocenza – e malgrado il suo essere scritta col manganello anziché agita con pugni e calci – che regali sarcasmo da stalla per il gusto di sentirsi originali. Perché, sia detto tra noi, la violenza nasce tutta dalla stessa merda, tutta quanta. E non c’è differenza tra chi la agita brandendo il proprio odio e chi la agita tirando calci. Si distrugge il vivere civile in entrambi i casi.

 

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(3 luglio 2026)

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