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“Neoporcellum” ad uso maggioranza stabile. Quella attuale

Dopo le regionali del 2025, il governo di Giorgia Meloni ha deciso che, tra un’emergenza e l’altra, era finalmente tempo di rispolverare il vecchio e caro dossier sulla riforma della legge elettorale. Lo scrive il nostro quotidiano Gaiaitalia.com Notizie in un articolo del 25 novembre.

Parola d’ordine dalle auguste stanze della maggioranza è tornare a un sistema proporzionale con premio di maggioranza e, naturalmente, senza preferenze: d’altronde, togliere agli elettori la possibilità di scegliere troppo liberamente non ha mai aiutato a combattere l’astensionismo, che a questa politica fa comodo così com’è.

L’orientamento, confermato da più fonti di governo, prevede l’abolizione dei collegi uninominali del Rosatellum e l’introduzione di listini esclusivamente proporzionali – listinti di nominati dai partiti pretendendo che gli elettori continuino ad andare alle urne alla cieca per osannare un leader unico che farà quello che vuole.

Secondo le anticipazioni dell’ANSA, il risultato sarebbe una specie di ritorno al passato sotto forma di “neoporcellum”: listini bloccati, premio di maggioranza e un piacevole ritorno al solito cambiare tutto perché non cambi niente.

Il premio di maggioranza, ça va sans dire, non può mancare. Si parla di un 55% dei seggi assicurato a chi supera una soglia tra il 40 e il 42%, oppure di un meccanismo a “scalare”, con seggi che aumentano man mano che crescono le percentuali. Una scelta che risulta difficile comprendere, se non andando a rovistare tra le pulsioni illiberali dell’attuale maggioranza che immaginano loro maggioranze forse oltre il 70% con premio di maggioranza a legittimare il futuro plebiscito.

I media individuano tre nodi da sciogliere: la soglia per accedere al premio; il livello dello sbarramento per le liste singole — che potrebbe scendere dall’8% al 3%, tocca pur fare un regalino a Calenda — e, soprattutto, la questione delle preferenze.

Forza Italia vorrebbe reintrodurle, ma non si capisce se per farsi bella o perché ci crede sul serio (e chissà se andrà fino in fondo); Fratelli d’Italia, più pragmaticamente, preferisce continuare con i listini bloccati, che eliminano alla radice il problema di dover scegliere e perpetuino il potere uno e bino della dinastia Meloni.

Secondo la presidente del Consiglio la riforma servirebbe a garantire maggiore stabilità di governo, in particolare del suo. A suo avviso bisogna evitare che l’attuale “frammentazione” renda complicata la formazione di maggioranze solide nella legislatura 2027-2032. Cosa si intenda per frammentazione attuale, considerato il racconto trionfalista sulla solidità della maggioranza, resta però un enorme e insondabile mistero.

Per fortuna interviene Donzelli, continua l’articolo di Gaiaitalia.com Notizie, a spiegare che l’obiettivo sarebbe “assicurare governabilità e coerenza programmatica alla coalizione”. Un’affermazione che, detta da uno dei pesi massimi dell’attuale coalizione di governo, invita quantomeno a una riflessione sulla reale capacità di governo e sulla coerenza programmatica del governo in carica – che è lo stesso a chiedere stabilità mentre si vanta di essere stabile e governabilità mentre si vanta di essere un governo che governa.

Le opposizioni, assieme a numerosi costituzionalisti, contestano l’impianto definendolo una riforma cucita su misura per le destre: più che rafforzare la stabilità, ridurrebbe la rappresentatività del Parlamento e limiterebbe la possibilità per gli elettori di scegliere direttamente i propri parlamentari. Il tutto mentre il governo rivendica di essere uno dei più stabili della storia repubblicana. Ma alla fine, a chi professa il suo amore per il popolo quando mai ha dimostrato di avere a cuore gli interessi del popolo?

Sarà battaglia dura e senza sconti? La riforma inciderebbe pesantemente sull’equilibrio tra stabilità dell’esecutivo e libertà di scelta degli elettori — un equilibrio che l’Italia, negli ultimi vent’anni, non è mai riuscita a trovare davvero — e finirebbe per consegnare al presidente del Consiglio un potere sostanzialmente senza contrappesi.

Il campo largo batta un colpo.

 

 

 

(26 novembre 2025)

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