E improvviso un grido “Copriti il naso!” (il naso era il mio)…

Altre Notizie

Teatro Duse. Filmusic, concerto in maschera dell’Orchestra Senzaspine il 6 e 7 febbraio

di Redazione Bologna Attesissimo dal pubblico e dagli stessi musicisti, il 6 e 7 febbraio alle ore 21 torna al Teatro Duse di Bologna, Filmusic, concerto in maschera dell’Orchestra Senzaspine, che quest’anno sarà proposto nella versione ‘The best of’ per festeggiare la sua decima edizione e l’incredibile sequenza di stagioni tutte sold out. Il concerto sarà […]

La Polizia di Stato chiude un bar cittadino su ordine del Questore

di Redazione Bologna Nell’ambito dei numerosi servizi di controllo straordinario del territorio in zona Bolognina, il 31 gennaio 2023 il personale del Reparto Prevenzione Crimine durante un’attività finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, all’interno del “Bar Cornelia”, rinveniva in un contenitore di rifiuti un involucro contente 31,39 gr. di hashish e, nei pressi […]

“Senza Rete”, il docufilm contro il cyberbullismo su Rai Due il 4 febbraio

di Redazione Bologna “È un incubo e non so come uscirne, vorrei solo sparire per sempre”, con queste parole inizia “Senza Rete”, un docufilm che racconta il cyberbullismo provando a svelarne la natura: un mostro da guardare in faccia per poterlo riconoscere e affrontare. L’idea di questo documentario nasce dall’intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, […]

Condividi

di G.G., #ilSassolino

Questa mattina dovendomi recare al supermercato per volgari acquisti da volgare sopravvivenza ho inforcato la mascherina e mi sono diretto piè veloce verso il luogo dove mi sarei rifornito delle poche masserizie delle quali mi nutro, determinato a fare in fretta – non più di sette minuti all’interno del parallelepipedo, mi ero ripromesso – perché ogni volta che mi muovo all’interno di questa cittadina di muggiti e altri versi nella quale sono costretto a stare causa lockdown – ci sono anche nato non per mia scelta, salvo scapparmene non appena ho potuto – trovo qualcuno che mi riempie di insulti.

Deve essere la mia faccia, o qualcosa che mi porto addietro, forse puzzo e non lo so, o forse vengo percepito come straniero, sta di fatto che camminando io a passo piuttosto sostenuto e portando gli occhiali, quando sono in marcia non mi riesce di tenere la mascherina sul naso: non riesco a respirare e mi si appannano le lenti. Ho l’accortezza di rimettermela sul viso non appena vedo che sto per incrociare qualcuno, così che mi ha stupito essere ripreso a grida da una poveretta che indossava una mascherina di quelle sconsigliate (per dire) e camminava a braccetto [sic] di un’altra donna, forse la madre o che ne so io, “copriti il naso!” improperi al seguito, essendole io passato ad almeno dieci metri di distanza.

Non vivo nel terrore di prendermi il Covid, non frequento nessuno, a maggior ragione in un posto dove la gente ti insulta perché non sbagli i verbi e chiedi le cose per favore, e che ha votato il Sindaco che ha votato perché la colpa è sempre di qualcun altro, dunque il grido isterico della poveretta mi ha stupito (naturalmente non mi ha lasciato senza parole, al contrario).

Nel post delirio ho trovato stupefacente, a conferma di molte mie ruminazioni che partono da lontano, come i più attaccati alla vita siano quelli che pensano di averne una e come, dalla loro inutile inquietudine rispetto al non essere eterni – persino le formiche nel loro piccolo, applaudono – partano gli insulti diretti generalmente verso il primo che passa per i motivi più futili: un naso scoperto (manco fossero i genitali) o una mascherina indossata male al grido di “Stronzo è colpa tua se mi ammalo” senza nemmeno pensare all’eventualità che io potessi essere sano, come effettivamente sono, finché dura. Perché anche quando non c’era il Covid nessuno era eterno. Per dire.

Eccolo l’allegro racconto di una allegra mattinata in cui hai fatto tutti gli incontri che desideri, compreso uno con un comportamento che è la verità spiegata di tutto quello che vedi attorno a te e che vuoi inserire all’interno del termine Italia profonda. Così ti sovviene una riflessione che non è, invece, niente affatto allegra: si rende contro certa gente che rispetto alla loro oscurità questa pandemia non è assolutamente nulla?

Con tanti cari saluti alla mamma. Donna fortunata, oserei scrivere…

 

(11 marzo 2021)

©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 

 




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: