I danni di un finto bipolarismo e di una pessima legge elettorale

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di Claudio Desirò*

Dovendosi confrontare con una legge elettorale assurda, che premia accrocchi elettorali tenuti insieme con lo scotch, anche se non hanno nulla che li accomuna sul piano valoriale o programmatico, il 25 settembre quei pochi elettori che ancora avranno voglia di recarsi alle urne, si ritroveranno a scegliere tra il populismo sovranista ed un’armata Brancaleone costruita seguendo il progetto del “contro”.

Per evitare di avere un Salvini al Viminale, un Tremonti all’economia, un Berlusconi Presidente del Senato, si è formata una squadra-coalizione che mette insieme tutto ed il suo contrario. Al nulla del populismo sovranista si contrappone una formazione i cui componenti hanno posizioni dissimili su tutto. Il contratto Letta-Calenda lega i due principali partiti, ma a sinistra del PD, i partiti che mai hanno sostenuto Draghi e mai si sono riconosciuti nella sua agenda, quel “contratto” non l’hanno firmato. Le possibilità che gli amici di Putin perdano la corsa elettorale sono in realtà pochissime, ma in quel caso come potrebbe governare una coalizione di sinistra divisa su temi fondamentali risulta esercizio di fantasia. Divisi sulla necessità di rigassificatori, necessari per affrontare la crisi energetica. Divisi sul fisco, tra chi vorrebbe alleggerirlo e chi propone nuove tasse. Divisi sulle politiche economiche e del lavoro. Divisi sulle tematiche ambientali.

È vero, la politica è l’arte del compromesso, della sintesi. Ma così inizia a sembrare un po’ troppo.

Tempi bui attendono il nostro Paese, già lo sapevamo. Tempi ancora più bui, a prescindere da chi risulterà vincitore il 25 Settembre, considerate le forze in campo: o il sovranismo populista di un cdx-destra diviso al suo interno, o un’armata Brancaleone di csx-sinistra tenuta insieme allo scopo del “tutti contro” e completamente divisa su tutto. Il danno di un bipolarismo inesistente dal quale, forse, solo un governo gecnico, dai primi di ottobre, sarà in grado di salvarci, evidenziando una volta di più, il totale fallimento di questa classe politica.

 

*direzione nazionale Buona Destra

 

(3 agosto 2022)

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