Il leghismo celebra il Sindaco-sceriffo che lancia corsi propedeutici per insegnare ad usare le armi

di Daniele Santi #Sassuolo twitter@sassuolnewsgaia #Maiconsalvini

 

Il Sindaco di Sassuolo per il quale le strade della fin troppo tranquilla cittadina nebbiosa dove l’amministrazione leghista è riuscita a svuotare di pubblico anche un luogo effervescente come Il Crogiolo con scelte incomprensibili anche per chi la cultura non la pratica, sono una specie di far west con morti ammazzati a tutti gli angoli e black out che nascondono orde di barbari che violenterebbero donne, bambini e uomini agli angoli delle strade e nottetempo, ha dato il via ad una iniziativa che si guadagna il plauso della dirigenza leghista. E non è un buon segno.

Si tratta del primo corso “propedeutico e di perfezionamento per l’uso dell’arma corta rivolto agli operatori di polizia”, un appuntamento di straordinaria pregnanza civile e sociale, evidentemente anche ad uso propagandistico visto l’uso che il leghismo ne fa, che non è nemmeno male considerando che si può sempre far peggio. Il plauso si rende conto, via via scribacchiando, che può rivelarsi un boomerang e si affretta a correggere il troppo entusiastico endorsement e parla dell’idea di fondo dell’iniziativa e cioè che “per fronteggiare determinate situazioni non serve essere Rambo, occorre solo un’ottima preparazione e il punto d’arrivo finale deve essere una risoluzione pacifica della situazione”. Sottolineare la ripetizione è pleonastico e fa più male a noi che a loro.

Poi per giustificare il plauso l’autore dell’endorsement al Sindaco che salta le righe nei discorsi pubblici (vedi Festival Filosofia 2019) comincia a parlare di un fatto di cronaca avvenuto a Piacenza (che non è Sassuolo) e lo utilizza per esagerare quello che lui chiama “lo stato di insicurezza nel quale versano le nostre città” per poi colpire direttamente la Regione ad uso elettorale delirando dell”istituzione di un assessorato regionale alla Sicurezza – perché quello alla Legalità, trattando anche di mafia della quale La Lega non parla mai, troppo impegnata a descrivere come delinquenti gli immigrati, dimenticandosi dei delinquenti veri, non raccoglie evidentemente il favore di questi signori – e di potenziamento delle risorse da destinare alla Polizia Locale e francamente aumentare le risorse ed insegnare alla gente a sparare ci sembrano due cose assai lontane l’una dall’altra, ma si tratta di questione risibile di fronte alla pericolosità del leghismo rampante che racconta una realtà che non c’è per creare le basi per un involuzione democratica che ci sarà.

Il deliro, inviato via comunicato stampa, continua. Ma è irrilevante. Ciò che è rilevante e che invece si ignora ha a che fare con i numerosi simboli nazisti che appaiono con sempre maggiore frequenza in città nell’indifferenza menaniana e dei suoi proseliti.

 

(16 gennaio 2020)

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