Nei titoli ci sono “casi di contagio” a Sassuolo; in corpo d’articolo si tratta di “approfondimenti epidemiologici”…

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di G.G. #Sassuolo twitter@sassuolnewsgaia #IlSassolino

 

Dall’inizio abbiamo rifiutato il conta-contagi ed il conta-decessi, perché crediamo che ci siano cose più serie del contare i casi di contagio e di voler sapere nomi e cognomi degli ammalati, e contare i decessi è una cosa che lasciamo fare alla stampa della pruderie e del morboso della quale ci sforziamo di non fare parte. Tuttavia diversi ci hanno chiesto se fosse vera la notizia di due casi di contagio “certi” a Sassuolo.

Le parole del direttore dell’Istituto Nazionale di Sanità pronunciata stamattina ad una radio nazionale sono chiarissime: “Il test del tampone ha un certo margine di errore, sia per i positivi che per i negativi quindi sarei prudente prima di parlare di casi di positività al Coronavirus. Parlerei piuttosto di positività al tampone”. Per quanto ci riguarda l’articolo potrebbe chiudersi qui dal momento che non abbiamo dedicato rubriche specifiche al Coronvirus né lo faremo in futuro.

Tuttavia c’è il comunicato stampa della Regione Emilia Romagna che è sensato. E vale la pena pubblicarlo dato che spiega che dei 10 nuovi casi di positività riscontrati nel modenese, 7 sono riconducibili alla persona che si era recata nel Lodigiano e prima contagiata nel territorio provinciale. Gli altri tre riguardano un uomo che ha ricevuto la visita del figlio arrivato dalla Lombardia e due persone sulle quali sono in corso approfondimenti epidemiologici. Dunque niente di nuovo, perché gli “approfondimenti” non sono definibili come “positivi” al tampone.

Un precedente comunicato stampa riferiva di 97 casi, in Emilia-Romagna, i casi di positività: 63 a Piacenza, 18 a Modena, 10 a Parma, tutti riconducibili al focolaio lombardo, e 6 a Rimini.

Nessuno dei nuovi pazienti è in terapia intensiva, dove invece rimangono i tre registrati il 25 febbraio (uno all’ospedale di Piacenza e due a Parma), e la maggior parte si trova in condizioni non gravi; molti sono addirittura asintomatici o presentano sintomi modesti (febbricola e lieve tosse). Un aumento dei riscontri positivi – che nel pomeriggio del 26 erano 47 – è dovuto anche all’elevato numero di tamponi refertati nella nostra regione (1.033) ed effettuati nei giorni scorsi anche su persone asintomatiche spesso contatto di casi positivi, prima che le nuove indicazioni nazionali stabilissero la necessità di fare il test tampone solo in caso di sintomi manifesti.

Rispetto quindi al 26 febbraio i 50 nuovi casi riguardano prevalentemente Piacenza, dove sono 35; 10 a Modena, sempre contatti del primo caso che si era recato nell’area rossa del Lodigiano; 2 a Parma e 3 a Rimini (tutti correlati al primo paziente di Rimini).

Ecco come è la situazione al momento, al di là dei titoli e della ricerca di nomi, cognomi, di rubriche dedicate e di supermercati svuotati. Per non parlare delle mascherine indossate in modo ridicolo che non servono a nulla. Con buona pace dell’informazione che ha bisogno di casi nuovi ogni giorno e di titoli scandalistici che anche basta.

Il numero verde regionale è 800 033033, il numero nazionale 1500.

 

(27 febbraio 2020)

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