Sassuolo, Pam-Panorama licenzia sedici sassolesi: il Sindaco Menani è “rammaricato”

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di G.G.

La notizia di sedici sassolesi che verranno licenziati da Pam-Panorama non impone soltanto al primo cittadino leghista di pronunciare un: “notizia che non solo ci rammarica, ma ci coglie di sorpresa perché nell’ultimo incontro avuto qui in Municipio l’ipotesi licenziamenti sembrava essere scongiurata”, e capirete che il plurale majestatis è d’obbligo in simile circostanza, ma anche di cercare di dire qualcosa di sensato.

Ma il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani decide di intervenire con un prolisso ed irrilevante comunicato, ai fini del risolvere la questione, sull’avvio, da parte di Pam– Panorama, della procedura di licenziamento che dovrebbe riguardare 255 dipendenti su tutto il territorio nazione, 16 dei quali a Sassuolo. Risparmiandoci, dati i tempi, battute su dove potrebbero trovare lavoro i futuri esodati, evitando così di coprirsi di ulteriore ridicolo.

Poi il Sindaco leghista di tal leghista maggioranza si lancia in un’analisi da mercato del venerdì sulla situazione economica degna di un grande della materia: “Si tratta di un periodo difficile per tutti, anche per le aziende – argomenta il Menani – ma a quanto ci risulta i bilanci dell’azienda rimangono in attivo e non possiamo credere che una condivisibile politica di riduzione dei costi [sic] debba passare attraverso licenziamenti di persone, lavoratori che hanno famiglie, non semplici numeri a bilancio [sic]. Chiediamo alla proprietà di sedersi al tavolo, il prossimo 12 aprile, con l’intento di trovare soluzioni alternative, in grado di salvaguardare i posti di lavoro. Come Amministrazione comunale ci rendiamo disponibili ad aiutare innanzitutto le famiglie che si trovassero in difficoltà a causa della perdita del posto di lavoro e, prima di tutto, a condividere con proprietà e parti sociali un percorso in grado di cancellare la parola licenziamenti da questa vicenda”.

Prima dell’incontro del 12 aprile il Sindaco faccia chiarezza anche con sé stesso, così da poterla poi fare anche con l’azienda, perché i casi sono due: o si accettano i licenziamenti e “ci rendiamo disponibili ad aiutare innanzitutto le famiglie che si trovassero in difficoltà a causa della perdita del posto di lavoro” oppure si chiede “alla proprietà di sedersi al tavolo, il prossimo 12 aprile, con l’intento di trovare soluzioni alternative”.

Le due cose sono in antitesi, e non vanno d’accordo. A forza di frequentare Giorgetti si finisce poi per assimilarne i difetti: parlare molto e fare assai meno. Certo a forza di fare dichiarazioni via comunicato stampa poi di tempo per trovare soluzioni non ne rimane.

 

(4 aprile 2022)

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