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Sui migranti due sberle al governo Meloni anche da Bruxelles

Dopo la geniale [sic] proposta dell’isola artificiale da costruire nel mediterraneo in acque internazionali, arrivano due schiaffoni al governo italiano e alla sua demenziale gestione della questione migranti. Da Bruxelles – in onore a Salvini – arriva lo stop di fatto gli accordi con la Tunisia e, il 20 settembre, anche la notizia della sospensione dei negoziati sul nuovo Patto per l’Asilo e i Migranti che prevede anche una forma di “solidarietà obbligatoria” da parte dei 27.

E’ il risultato delle buone ambasciate di Meloni? Non si sa. Certo è che sono maldestri. Perché anche questo provvedimento aveva portato la presidente del Consiglio italiana a cantare vittoria in occasione dell’ultimo Consiglio europeo di giugno scorso e si tratta, tanto per cambiare, di un’altra misura miracolosa, un’altra vittoria straordinaria che finiscono su un binario morto.

Succede infatti che per approvare definitivamente una legge nell’Ue è necessario un accordo tra Parlamento, Commissione e Consiglio ma questo accordo al momento non c’è, e a dire la verità, non c’è nemmeno l’accordo tra i governi che, anzi, sono in pesante disaccordo. E quali sono i paesi che piantano più grane? Guarda caso Polonia e Ungheria i cui governi sovranisti sono stretti nel e affettuoso caldo abbraccio della presidente del Consiglio che è anche un po’ vostra madre.

Questo governo inanella trionfi su trionfi proprio sulle questioni rispetto alle quali ulula con più forza e a furia di ululati ci si dimentica di considerare, ad esempio, che spetta alla Commissione decretare lo stato di crisi migratoria in un Paese facendo scattare la “solidarietà obbligatoria”. Polonia e Ungheria guidano la flottiglia di Stati che non vogliono questa soluzione. Ancora una volta, per farla breve, Meloni deve ringraziare i suoi alleati. E’ grazie a loro se la sua operazione in Tunisia, un altro roba miracolosa, naufragherà.

 

 

(21 settembre 2023)

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