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Cori fascisti “Me ne frego”, invocazioni “Duce, Duce”, nella sede di Fratelli d’Italia a Parma. Schlein: “Meloni tacerà anche stavolta?”

P.M.M.

Ragazzoni tutti d’un pezzo, di cosa non sta a noi deciderlo né scriverlo, che – tutto ripreso in un video – si fanno belli con la loro canzoncina: “Se il sol dell’avvenire è rosso di colore, me ne frego di morire sventolando il tricolore! Ce ne freghiamo della galera, camicia nera trionferà. Se non trionfa sarà un bordello col manganello e le bombe a man” quindi le inevitabili grida Duce, Duce“. Poi uno dei due applaude sé stesso, ché bisogna pur accontentarsi. Anche nell’onanismo celebrativo.

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Lo scrive Gaiaitalia.com Parma.

Reagisce prontamente – anche efficacemente? – Gioventù Nazionale, che ha commissariato la sede di Parma in “accordo con i vertici nazionali del movimento” per motivi di “incompatibilità politica” come da nota pubblicata dal coordinamento regionale di Gioventù Nazionale Emilia-Romagna.

A Parma sono furiosi. E anche a casa Schlein: “È molto grave. Aspettiamo di sentire una presa di distanza dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. O forse tacerà anche questa volta? Chissà”, dice la segretaria nazionale PD.

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Anche il Sindaco di Parma, Michele Guerra, civico di centrosinistra, ricorda che i valori che Parma rappresenta “sono del tutto contrapposti a quelli che senza alcun pudore propagano nella sede di Fratelli d’Italia, dove si inneggia al Duce, si cantano cori per le camicie nere e gli squadristi”,  e aggiunge poi che “Parma non accetterà né ora né mai squallida propaganda di un tempo passato e orrendo”.

Dunque, da oggi, è cronaca che a Parma, dentro e fuori la sede di Fdi e gioventù nazionale, in pieno centro, si inneggia al fascismo e al duce con orgoglio e le forze politiche cittadine, ed emiliano-romagnole chiedono alla premier di Meloni di condannare senza esitazione un episodio grave che offende una città e la storia di un paese ricordando ai suoi giovinastri, è scritto con affetto, che lei stessa è al Governo e governa democraticamente (finché dura, è solo una battuta, nessuno si arrabbi) perché qualcuno combatté il fascismo anche a costo della vita per permettere libere elezioni dove destre e sinistre possano alternarsi al governo.

Magari due parole anche sul fatto che chi è eletto e ha funzioni di governo giura sulla Costituzione antifascista  nata dalla Resistenza e dalla lotta di liberazione dal nazifascismo.

I fatti il 18 ottobre 2025, nell’anniversario della marcia su Roma. Per Meloni, che tace, parla Donzelli. Che condanna.

 

 

 

(31 ottobre 2025)

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