Damien Hirst in Paggeria Arte col tocco magico di Nicolas Bellerio
di ET
Non tragga in inganno la foto che accompagna l'articolo, scattata poco dopo le 17 quando l'evento clou con Nicolas Bellerio era previsto per le 18.
La sala è diventata in breve strapiena, con gran parte del pubblico dirottato verso la Sala Biasin che trasmetteva l'evento in streaming. Un bell'evento distribuito in due giornate, Only One, si chiama, e prende in esame un'opera, un artista, per una volta. Con qualche licenza del curatore (tipo la piscina di palline nella quale si poteva nuotare a proprio piacimento). Saluti istituzionali, Sindaco Mesini e assessore Ferrari, e l'attentissimo pubblico può divertirsi con l'arguto argomentare di Bellerio, curatore degli eventi, che oltre a saperne le sa anche raccontare nel modo giusto, con la giusta dose di disincanto, umorismo e nessuna puzza sotto il naso che, in tempi in cui chiunque si dichiara esperto di qualcosa semplicemente perché può scriverne pensando di fare bene, è un pregio che rende il critico e curatore sposabile. I 75 minuti della conferenza volano via dopo avere ripercorso parte della carriera di Hirts ora convertitosi alla creazione di bellissimi dipinti di fiori di ciliegio, dopo il periodo cattivissimo, di vacche, maiali, vitelli e squali e dopo la fascinazione per cadaveri e pupe (nel senso di larve di mosche).
Un bel pomeriggio.
Non vediamo l'ora di sentire cosa avrà da dire Bellerio su Julian Schnabel prossima vittima predestinata di Only One a settembre. Dopo il Festival Filosofia.
(27 giugno 2026)
©sassuolonotizie.it 2026 – diritti riservati, riproduzione vietata




















